Zanzibar sicurezza: pericoloso per un viaggio?

Zanzibar è una meta sicura? Per me la risposta è si, tanto che da averci organizzato più di un viaggio in fai da te.

Questo però non significa che possiamo permetterci dei comportamenti poco attenti, come mai faremmo a Milano la sera in stazione. Anche a Zanzibar, come in ogni altro Paese dove la povertà è un problema per molti, è quindi il caso di fare sempre e comunque attenzione ed evitare certi comportamenti. Provo a spiegarmi.

Cercando in internet di aggressioni a Zanzibar troverai sicuramente qualche brutta (bruttissima) notizia, ma questo capita in ogni parte del Mondo e fortunatamente a Zanzibar sono casi isolati ma che, inevitabilmente, avvengono soprattutto al fine di furto.

Consigli su dove dormire a Zanzibar

Quelli che mi sento di darti quindi sono i soliti consigli validi non solo per un viaggio a Zanzibar, ma per qualsiasi altra destinazione:

  1. non indossare gioielli e orologi costosi e vistosi
  2. non ti addentrare, soprattutto la sera e in solitaria, in vie poco turistiche o poco illuminate
  3. la sera evita camminate in spiaggia e in solitaria (di giorno le spiagge sono frequentate da tantissime persone)
  4. indipendentemente dalla questione “sicurezza a Zanziabr”, non partire mai per un viaggio in fai da te senza un’assicurazione viaggio che risponda in caso di disavventure

Come in ogni luogo è quindi il buonsenso a dover dettare i nostri comportamenti.

Indipendentemente da quello che è il mio pensiero su Zanzibar, non viaggiare mai all’estero in fai da te senza un’assicurazione viaggio. Sottoscrivendo una polizza Columbus per viaggiare a Zanzibar e utilizzando il codice sconto TBG033 riceverai uno SCONTO del 10%

 

Viaggiare sicuri a Zanzibar

Indipendentemente da quelle che sono le “sensazioni” che da viaggiatrice ho vissuto a Zanzibar, è chiara la volontà da parte del governo tanzaniano di “legalizzare” e “mettere in sicurezza” il più possibile l’isola a tutela dei turisti. Non è un caso che negli ultimi anni il governo abbia dato la possibilità di richiedere il visto per Zanzibar online, questo per ridurre il fenomeno della clonazione delle carte di credito e della corruzione in aeroporto e, per le stesse ragioni, ha regolamentato l’attività di guide turistiche dei beach boys tramite un vero e proprio sistema di licenze ed autorizzazioni.

Insomma un Paese, sicuramente più sicuro di altri, comunque povero, ma in via di sviluppo (almeno turistico) e che si sta operando per esserlo sempre di più e meglio. Anche per questo consiglio a tutti di recarsi a Zanzibar, magari… con i consigli che trovi qui sul mio blog! 🙂

Patente internazionale di guida: documenti, costi e tempi di rilascio

Patente internazionale di guida: documenti, costi e tempi di rilascio

Amo guidare e farlo all’estero non mi ha mai creato problemi, anzi l’idea mi ha sempre stuzzicato, tanto che un pò per piacere e un pò per necessità ho avuto la fortuna di poter guidare sia per le vie del centro di New York, quanto per le strade di Ishigaki, isoletta giapponese della prefettura di Okinawa. 🙂

Ma, attenzione, per guidare all’estero non è detto che possa bastare la normale patente di guida italiana, anzi nei paesi extra Unione Europea è ben più probabile che sia obbligatorio munirsi di un permesso internazionale di guida, più noto come patente internazionale.

Non vi è però molta chiarezza a riguardo perciò abbiamo pensato di realizzare questa guida per capire una volta per tutte dove è richiesta la patente internazionale, la sua validità e come richiedere il permesso internazionale di guida.

✅ Se stai pianificando un viaggio in fai da te, ti consiglio di sottoscrivere un’assicurazione viaggio. Non è il momento giusto per parlarne, ma è bene riflettere sui rischi che si corrono nell’essere in un paese extra Europa senza copertura sanitaria (QUI trovi un articolo dedicato all’assicurazione che rinnoviamo ogni anno, utilizzando il codice TBG033 riceverai uno SCONTO del 10% su una polizza Columbus).

 

Rilascio patente di guida internazionale:

La nostra patente italiana è valida ed utilizzabile in tutti i paesi della UE, in alcuni altri Stati europei (esclusa la Russia) e persino in certi Stati extra-Europa come la vicina Svizzera, il Marocco, la Turchia e altri.

✅ La patente internazionale in Svizzera non è richiesta: banalità, ma lo specifichiamo 🙂

Patente internazionale per il Giappone
Patente internazionale per il Giappone 🙂

Stilare una lista esaustiva su questa pagina elencando paese per paese è impensabile, perciò preferiamo rimandarti al sito Viaggiare Sicuri (seleziona il paese destinazione e poi la voce “Mobilità”): questo portale è la fonte più autorevole sul web in fatto di trasporti nel mondo per noi italiani!

Manco a dirlo, per guidare per le strade della maggior parte degli Stati nel mondo è necessario munirsi di un documento da accompagnarsi alla propria patente di guida italiana in corso di validità, ovvero la fantomatica patente internazionale. ATTENZIONE: non pensare di fare la patente internazionale e lasciare a casa la tua amata patente che usi tutti i giorni: dovrai portare con te entrambe.

A tutti gli effetti la patente internazionale altro non è che una traduzione (e io aggiungo costosa) di un documento ufficiale già in nostro possesso: maledetta burocrazia!

 

Validità patente internazionale

Da segnalare che esistono due modelli di patente internazionale, aventi validità nel tempo differenti (alcuni stati li accettano entrambi, altri solo uno specifico):

  1. la patente internazionale “convenzione di Ginevra 1949” che ha validità di 1 anno nei seguenti paesi: Argentina, Australia, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Cuba, Egitto, Giappone (patente internazionale per il Giappone: fatta!), Giordania, India, Laos, Malesia, Marocco, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Sri Lanka, USA (gli USA meritano un discorso a parte che affronteremo poco sotto), Sud Africa, Thailandia e Venezuela;
  2. il permesso di guida “convenzione di Vienna 1968” che ha ben 3 anni di validità nei paesi come Argentina, Australia, Cile, Bahamas, Bielorussia, Brasile, Ecuador, Filippine, Indonesia (si, ho dovuto fare la patente internazionale per l’Indonesia prima di partire nell’estate del 2017), Iran, Messico, Mongolia, Sud Africa, Uruguay, Thailandia e Venezuela.

Verifica comunque l’informazione relativa al Paese presso cui ti recherai sul sito Viaggiare Sicuri.

Alcuni Paesi accettano sia la convenzione di Ginevra (validità 1 anno) che la convenzione di Vienna (validità 3 anni) e in questi casi consigliamo di richiedere la patente internazionale Convenzione di Vienna in modo che, grazie alla durata maggiore, possa magari essere riutilizzata per più viaggi.

ATTENZIONE: se durante il periodo di validità della tua patente internazionale dovesse scadere la tua patente italiana, allora scadrà anche il permesso di guida internazionale che dovrà essere eventualmente rinnovato.

 

Rinnovo patente internazionale

Data la validità temporale del permesso internazionale di guida di 1 o 3 anni (come appena visto qui sopra), il viaggiatore abituale è solito chiedersi come rinnovare la patente internazionale. In realtà il rinnovo della patente internazionale non è possibile: la pratica dovrà essere svolta nuovamente dal principio, sostenendo nuovamente tutti i costi: vediamoli ora in dettaglio.

 

Come richiedere la patente internazionale

Ora la parte pratica: vediamo come fare la patente internazionale.

Le strade percorribili sono due: una “fai da te”, presso gli uffici della motorizzazione; una più comoda (ma più costosa) presso un ufficio ACI.

 

Patente internazionale motorizzazione

Puoi richiedere la tua patente internazionale di guida presso gli Uffici periferici del Dipartimento per i Trasporti Terrestri (DTT), compilando un modello apposito che troverai una volta sul posto.

Occorre:

  1. la domanda su modello patente internazionale TT746 (compila la sezione “altre richieste”);
  2. la ricevuta di versamento dell’importo di € 10,20 sul c/c 9001  (trovi il bollettino prestampato negli uffici postali e negli uffici della motorizzazione – non è richiesta la specifica di alcuna causale);
  3. la ricevuta di versamento dell’importo di € 16,00 sul c/c 4028 (trovi il bollettino prestampato negli uffici postali e negli uffici della motorizzazione – non è richiesta la specifica di alcuna causale);
  4. una marca da bollo da € 16,00;
  5. due fototessere, di cui una autenticata (puoi richiedere personalmente l’autentica presso il Comune di residenza e deve avvenire su un foglio dedicato e non sulla foto stessa);
  6. fotocopia sia del fronte che del retro della patente di guida italiana (lo ripetiamo ancora!) in corso di validità.

 

Un consiglio in merito alle foto: dato che si tratta di un documento ufficiale, allo sportello potrebbero esserti contestate foto “fatte al computer”: le foto devono essere identiche, recenti, il soggetto a capo e volto scoperto: io ho preferito non correre rischi e farle da un fotografo.

 

✅ Una curiosità personale: gli uffici della Motorizzazione Civile sono parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e fanno capo alla Direzione dei Trasporti Terrestri. 🙂

 

Patente internazionale all’ACI

Il permesso internazionale di guida può anche essere richiesto presso gli uffici ACI (Automobile Club d’Italia) della tua città. In questo caso con un sovrapprezzo dato dalla gestione della pratica, ma, considerate le code agli uffici, più che giustificato: il costo è di 76 € circa.

Sarà necessario recarsi presso il più vicino ufficio ACI con i soliti documenti:

  1. due fototessere di cui una autenticata dal Comune di residenza
  2. patente di guida italiana valida
  3. carta di identità
  4. codice fiscale

Dei bollettini e della modulistica si occuperà l’ufficio ACI.

 

Patente internazionale costo

A conti fatti il costo della patente internazionale presso la motorizzazione è di € 42, 20 (esclusi costi per le foto e le copie dei documenti).

Con circa 33 € in più si occuperà di tutta la pratica l’ufficio ACI (i 76 € indicati qui sopra).

A te la scelta 😃

Al ritiro del permesso internazionale di guida presentati con l’originale della tua patente.

 

Patente internazionale: tempi di rilascio

Io ti consiglio di richiedere la patente di guida internazionale con almeno due mesi d’anticipo rispetto alla tua partenza. Non che occorra tutto questo tempo, ma la burocrazia gioca a volte brutti scherzi.

 

Procurati la foto tessera autenticata: il tuo Comune ti richiederà qualche giorno (vedi la mia richiesta per la mia patente internazionale per il Giappone) o settimana (come fu per il viaggio negli Stati Uniti!)

Consegna i documenti alla Motorizzazione o all’ACI e qui occorrerà attendere tra i 15 e i 20 giorni lavorativi. A causa di un disguido nell’inoltro della pratica io ho ricevuto la mia patente internazionale per gli USA dopo 3 settimane: in tutto impiegai più di un mese e mezzo per averla: preferisco metterti in guardia. 🙂

 

Come fare all’estero la patente internazionale italiana

Nel caso ti trovassi all’estero e volessi rinnovare la tua patente internazionale, le cose si complicano.

Come ci scrive Gianluca (grazie mille!) in uno dei tanti commenti, il rinnovo non è tale, bensì una vera e propria nuova patente internazionale, per cui occorre avere una foto autenticata e la patente italiana al momento della consegna di quella internazionale.

La foto autenticata in Comune ha validità 6 mesi ed inoltre il Comune può autenticarla solo in presenza dell’interessato. Come fare?

Trovandosi all’estero dovrai:

  1. è possibile autenticare una foto in qualsiasi Consolato Italiano all’estero
  2. successivamente dovrai spedire ad una persona di fiducia in Italia la foto autenticata, una seconda foto e la patente italiana originale
  3. tale persona in Italia presenterà la tua domanda
  4. la persona dall’Italia ti rispedirà il tutto (patente italiana e patente internazionale)

Ci vorrà un pò di tempo e tanta pazienza…

 

Patente internazionale online

Credo che arrivati a questo punto ti sia chiaro come poter ottenere il tuo permesso di guida internazionale. C’è ancora una questione che però credo valga la pena trattare, ovvero l’ottenimento della patente internazionale online passando attraverso un sito web.

Nel momento in cui scrivo non ho trovato alcuna indicazione ufficiale da parte del Ministero dei Trasporti italiano che parli del conseguimento della patente internazionale online. Nel caso avessi informazioni diverse, scrivimi nei commenti.

Dalle informazioni da me raccolte, in Italia per ottenere una patente internazionale valida occorre seguire uno dei due “metodi” qui sopra indicati, quindi anche a Giugno di quest’anno, mi recherò al solito sportello ACI.

 

Patente internazionale USA

Merita una parentesi la questione “patente internazionale Stati Uniti“.

Metto le mani avanti: noi ci siamo dotati di patente internazionale per il nostro viaggio negli USA con Alberto, Luca e Corrado. 🙂

Nel 2019 ho preso però parte alla riunione annuale tra Visit USA (associazione italiana per la promozione del turismo negli Stati Uniti d’America ) e il Consolato Generale USA di Milano dove è stato confermato che la situazione è ormai superata: ovvero è stato ribadito più volte che non è necessaria la patente Internazionale per guidare negli Stati Uniti.
Durante la stessa riunione anche Alamo Rent, uno dei maggiori auto noleggiatori USA, ha ribadito il concetto: chi vuole è libero di munirsi di permesso di guida internazionale, fermo restando che lo stesso non è necessario per guidare negli USA.

Tutto qui? Non proprio perché purtroppo sono molti i siti italiani (anche ministeriali) che ancora non hanno aggiornato le informazioni in merito a questa spinosa questione, nuovamente quindi non posso far altro che invitarti a contattare il Consolato Generale USA di Milano (qui il loro sito) per avere conferma direttamente da loro.

Un caso su tutti è il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, dove si legge: Il riconoscimento dei documenti di guida è demandato alla legislazione dei singoli Stati USA e non è uniforme in tutto il territorio americano. È comunque consigliabile che la patente italiana sia sempre accompagnata dalla patente internazionale di guida conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949.

Non è un caso quindi se il Department of Motor Vehicles del Texas, in merito alla richiesta di chiarimenti nel 2022, abbia risposto (trovi il commento di Marco qui sotto, grazie Marco!): le persone in possesso di una patente di guida valida e non scaduta dall’Italia possono guidare un veicolo a motore in Texas per un massimo di un anno o fino a quando l’individuo diventa residente in Texas, a seconda della data precedente. La patente straniera deve essere accompagnata da una patente internazionale.

Nella spesa di un viaggio negli USA credo che il costo per ottenere la patente internazionale sia trascurabile (si, l’importo non è “insignificante”, ma rapportato a tutto il resto può essere visto come una spesa necessaria) e quindi mi sento di consigliarla, anche se probabilmente non ti verrà neppure mai richiesta.

Patente internazionale Thailandia convenzione di Ginevra 1949

Dedico una parentesi anche alla patente per un viaggio in Thailandia.

Nella prima revisione di questa pagina era erroneamente indicato che la patente di guida internazionale valida per la Thailandia fosse anche la Vienna 1968: non è così: l’unica patente internazionale riconosciuta in Thailandia è la Ginevra 1949!

Per questo ribadisco ancora: verifica sempre e comunque l’informazione sul sito Viaggiare Sicuri.

ATTENZIONE: dall’1 Maggio 2021 la Thailandia “entra” nella convenzione di Vienna del 1968, il che significa che per guidare nel Paese potremo guidare con un delle due patenti internazionali, Ginevra o Vienna. La differenza, lo ricordo, è nella durata di questi permessi: la Ginevra ha validità 1 anno, la Vienna ben 3 anni.

Questo blog vuole essere prima di tutto UTILE ai viaggiatori, non sono con i consigli dati da chi scrive, ma anche da chi legge e non solo sulla patente internazionale, ma anche su altri argomenti.

Marcello, staff Impiegata Giramondo e autista della coppia 😉

Viaggi extra UE Agosto 2022: paesi aperti al turismo dopo il COVID

Viaggi extra UE Agosto 2022: paesi aperti al turismo dopo il COVID

Possiamo viaggiare all’estero? Proviamo a fare un pò di chiarezza sulla riapertura dei confini dell’Unione Europea per turismo, soprattutto in vista dell’estate 2022 e del mese di Agosto. Lo dico subito: si respira finalmente aria di (quasi) normalità.

In data 22 Febbraio, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza secondo la quale a partire dall’1 Marzo 2022 per gli arrivi da tutti i Paesi extraeuropei saranno vigenti le stesse regole già previste per i Paesi europei. Per l’ingresso in Italia è quindi sufficiente una delle condizioni del Green Pass: certificato di vaccinazione, certificato di guarigione o test negativo. Dall’1 Giugno 2022 non è più richiesto alcun Green Pass per fare rientro in Italia.

L’ordinanza dell’1 Marzo 2022 ha finalmente semplificato le normative oggi in vigore e ha:

  • eliminato gli elenchi di Paesi A, B, C, D ed E
  • eliminato le limitazioni ai viaggi dall’Italia verso i Paesi del precedente elenco E
  • eliminato le normative relative ai voli COVID-tested e ai viaggi nei corridoi turistici COVID-free

L’ingresso in Italia inoltre è possibile senza quarantena e, dall’1 Giugno 2022, senza necessità di mostrare Green Pass o PLF compilato a patto di presentare all’imbarco alla compagnia aerea il modulo PLF compilato (in cartaceo o sul proprio smartphone) e proprio il Green Pass.

Viaggiare in questo periodo è inevitabilmente più problematico rispetto al passato, per questo sono nate assicurazione viaggio per il COVID-19 che prevedono copertura per spese mediche in caso di imprevisti da Coronavirus. Sottoscrivendo una polizza Columbus COVID-19 per viaggiare utilizzando il codice TBG033 riceverai uno SCONTO del 10%

Dall’1 Maggio 2022 non è più necessaria la compilazione del modulo PLF per il rientro dall’estero in Italia.

Dall’1 Giugno 2022 non è più necessario presentare il Green Pass per il rientro dall’estero in Italia.

Sino al 31 Maggio 2022 sono state prorogate le disposizioni per gli ingressi dall’estero (da qualsiasi Paese straniero Europeo e non): resta necessario il Green Pass base (vaccinazione, guarigione, test negativo) per poter fare ingresso in Italia senza quarantena.

Persone in transito in aeroporto

Cancellazione liste paesi e corridoi turistici COVID-free

A decorrere dal 1° Marzo 2022 cessano di applicarsi le misure previste dalle ordinanze del Ministro della Salute 28 Settembre 2021, 22 Ottobre 2021, 14 Dicembre 2021 e 27 Gennaio 2022“. Tale affermazione porta alla cancellazione dei Corridoi Turistici (ordinanze del 28 Settembre 2021 e 27 Gennaio 2022) e delle Ordinanze relative alle liste dei Paesi (22 Ottobre 2021 e 14 Dicembre 2022). Dall’1 Marzo 2022 si potrà quindi viaggiare liberamente dall’Italia al di fuori dell’Europa. Attenzione però: sarà ancora necessario verificare quali disposizioni prevendono i singoli Paesi.

 

Oggi possiamo viaggiare liberamente al di fuori dell’Europa per turismo? SI, ma è ancora necessario verificare quali disposizioni prevendono i singoli Paesi in ingresso.

Vuoi sapere quando si potrà viaggiare nuovamente verso un paese straniero oggi chiuso al turismo? Iscriviti al nostro Canale Telegram: riceverai una notifica appena sarà possibile viaggiare nuovamente.

 

Quando hanno riaperto le frontiere? Si potrà viaggiare all’estero nei paesi COVID free?

Un aspetto fondamentale da non dimenticare mai: per “riaprire bisogna essere in due”. Prendiamo come esempio la Thailandia.

La Thailandia ha riaperto i propri confini a chi proviene per turismo dall’Italiav e le condizioni da rispettare per accedere al paese ora sono finalmente semplici (leggi l’approfondimento si può andare in Thailandia?).

La Malesia ha riaperto le porte ai turisti vaccinati senza obblighi di quarantena o di tamponi da presentare all’arrivo.

Codice sconto assicurazione Columbus
Codice sconto assicurazione COVID Columbus

Zanzibar, meta che abbiamo visitato in un Capodanno in fai da te: il Paese ha aperto i propri confini ed è possibile entrare per turismo.

Le Maldive (a proposito sul blog trovi tutte le indicazioni per un viaggio in fai da te alle Maldive): destinazione raggiungibile in fai da te dall’Italia. Per un approfondimento ti rimando qui: Maldive e Coronavirus la situazione oggi.

L’Indonesia ha finalmente riaperto i confini (dopo una parziale apertura della sola isola di Bali): trovi tutto nell’approfondimento si può andare in Indonesia?).

Come anticipato il 31 Agosto 2021 dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, i corridoi turistici per le mete sopra indicati (tra cui le Maldive) sono finalmente realtà dal 28 Settembre 2021.

Da prendere fortemente in considerazione Dubai e gli Emirati Arabi, meta che tra le prime ha riaperto al turismo internazionale (a tal proposito leggi anche: Coronavirus, si può andare a Dubai?).

Il Brasile ha riaperto al turismo internazionale, per approfondire leggi PLF, Green Pass e Brasile: come viaggiare dall’Italia a Rio de Janeiro.

Gli Stati Uniti hanno annunciato la riapertura delle frontiere ai turisti europei (Italia compresa) a partire dall’8 Novembre 2021: per entrare liberamente negli USA (senza quarantena) è richiesto un certificato di vaccinazione completa (Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson, AstraZeneca. Oltre a questo, ogni viaggiatore di età superiore ai 2 anni, dovrà sottoporsi a un tampone (PCR o antigenico) entro 72 ore dalla partenza. A tal proposito: eccoti la migliore assicurazione viaggio USA 2022.

Insomma, un ritorno alla quasi normalità un pò da tutti i fronti.

Paesi extraeuropei aperti e dove si può andare al turismo 2022

ATTENZIONE: quel che segue non è più in vigore dall’1 Marzo 2022 (per viaggiare oggi fai riferimento a quanto scritto sopra): non rimuovo quanto scritto per lasciarlo come “memoria storica” di quanto il COVID è stato e ha segnato il settore dei viaggi.


Inoltre dall’1 Maggio 2022 non è più richiesta la compilazione del PLF per il rientro dall’estero in Italia.

Attualmente la normativa italiana è definita da una serie di ordinanze, di cui l’ultima è datata 26 Gennaio 2022 ed introduce maggiore libertà agli spostamenti per i viaggiatori in possesso di Green Pass. In data 28 Settembre 2021 erano poi già stati annunciati corridoi turistici COVID-free per alcune destinazioni extra UE, elenco esteso nella stessa ordinanza del 26 Gennaio per un totale di 12 destinazioni nel mondo (tra poco le vedremo).

Innanzitutto dall’1 Febbraio 2022 cessa l’obbligo di presentare un test COVID-19 negativo per chi entra in Italia da un qualsiasi Paese europeo, a patto di presentare il proprio Green Pass.

Rimangono ancora in vigore alcuni degli obblighi a cui noi viaggiatori ci stiamo attenendo da tempo:

  • per gli spostamenti dai Paesi negli elenchi D ed E è obbligatorio il tampone (molecolare o antigenico) con risultato negativo ottenuto nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia
  • il periodo di isolamento previsto per gli ingressi dai Paesi D è ridotto a 5 giorni (dai precedenti 10)
  • il periodo di isolamento obbligatorio previsto per gli ingressi dai Paesi E è ridotto a 10 giorni (dai precedenti 14) e – lo ricordo – verso questi Paesi non si può viaggiare per turismo dall’Italia
  • sono introdotte nuove restrizioni agli ingressi dall’India, dal Bangladesh, dallo Sri Lanka e dal Brasile rimosse le restrizioni da India, Brasile, Bangladesh e Sri Lanka con l’ordinanza del 23 ottobre 2021 (questi Paesi entrano ora nell’elenco E)

Per gli ingressi dai Paesi C, lo ribadisco, è stato quindi rimosso l’obbligo di tampone in ingresso, questo sino al 31 Gennaio 2022 era uno dei maggiori impedimenti agli spostamenti per turismo nell’Unione Europea.

Dal 31 Agosto 2021 i viaggiatori provenienti dai Paesi nell’elenco D (tra poco lo vedremo uno ad uno) possono entrare in Italia presentando Green Pass, test COVID-19 negativo effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso (48 nel caso di ingresso da Regno Unito) e compilando PLF; in mancanza di questi requisiti, dovranno effettuare 5 giorni di mini-quarantena (isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria) e sottoporsi a test al termine dell’isolamento.

Questo di fatto rende mete come Dubai, ad esempio, un’ottima destinazione per il prossimo Capodanno, complice anche l’EXPO in programma a partire da Ottobre (per approfondire puoi leggere i miei consigli per il Capodanno a Dubai in fai da te). Lo ripeto: dal 31 Agosto si può liberamente e legalmente viaggiare per turismo su Dubai e, al rientro, con Green Pass, test COVID e PLF non fare quarantena.

Nell’elenco C sono poi inseriti Canada, Giappone e Stati Uniti, a patto di compilare il modulo digitale di localizzazione del passeggero e presentare una certificazione verde COVID-19, ovvero vaccinazione con vaccini riconosciuti dall’EMA, guarigione da COVID-19 e termine del periodo di isolamento; tampone rapido o molecolare con esito negativo. In assenza di certificazione verde, gli ingressi da Canada, Giappone e Stati Uniti verranno trattati di pari grado ad ingressi da Paesi dell’elenco D.

Infine, le autorizzazioni per i voli COVID-tested sono state estese ai seguenti Paesi: Canada, Giappone, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti d’America.

I Paesi stranieri sono stati suddivisi elenchi distinti indicati dalle lettere A, B, C, D ed E e, per ciascun elenco, sono in vigore limitazioni e indicazioni specifiche. Qui di seguito trovi una sintesi di quanto è oggi in vigore e per un approfondimento completo e sempre aggiornato ti rimando a questo approfondimento sul sito di Viaggiare Sicuri.

Io sono una viaggiatrice fai da te, ma se pensi che organizzare un viaggio quest’estate, anche solo in Europa, sia per te troppo impegnativo scrivimi a info@impiegatagiramondo.it e ti metterò in contatto con un’agenzia viaggi con la quale collaboro e che ha sempre un occhio di riguardo per i lettori del mio blog 🙂

Dal 16 Dicembre 2021 e fino al 31 Gennaio 2022, per entrare in Italia anche i vaccinati dovranno presentare un test COVID-19 molecolare (tampone PCR) effettuato nelle 48 ore prima della partenza o un test antigenico (rapido) effettuato nelle 24 ore antecedenti al viaggio.

I viaggiatori non vaccinati, anche italiani, di rientro da un qualsiasi paese anche europeo, sono ora obbligati ad osservare un periodo di quarantena di 5 giorni.

Corridoi turistici COVID-free

ATTENZIONE: quel che segue non è più in vigore dall’1 Marzo 2022 dato che i corridoi turistici COVID-free sono stati dismessi in questa data.

Per i viaggi extra Europa verso Maldive, Seychelles, Mauritius, Egitto (solo Sharm El Sheikh e Marsa Alam), Repubblica Domenicana e Aruba il Ministro della Salute Roberto Speranza ha dato il via libera all’apertura di corridoi turistici COVID-free in data 28 Settembre 2021, al fine di sperimentare “itinerari turistici controllati”.

In data 26 Gennaio 2022 a questo elenco vanno ad aggiungersi: Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (solo l’isola di Phuket), Oman e Polinesia francese.

Questi viaggi dovranno svolgersi nel rispetto di specifiche misure di sicurezza sanitaria e dovranno essere organizzati e gestiti da operatori turistici (come specificato dall’approfondimento di Viaggiare Sicuri). Al momento quindi pare esclusa la possibilità di muoversi in “fai da te”, tanto che viene specificato “Se il viaggio che si intende effettuare non rientra nella tipologia di “Corridoio turistico Covid-free”, continuano ad applicarsi le regole previste per i paesi dell’Elenco E (divieto di spostamento per motivi turistici, obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento al rientro in Italia)“.

Al turista italiano dovrà essere munito di Green Pass e dovrà sottoporsi obbligatoriamente, al più 48 ore prima dell’imbarco da un qualsiasi aeroporto italiano, a un tampone antigenico o molecolare che dovrà ovviamente restituire esito negativo.

Una volta giunti a destinazione (indipendentemente dalla meta), in caso di soggiorno superiore ai 7 giorni sarà necessario effettuare un secondo COVID-test.

Così facendo, oltre a poter viaggiare legalmente verso queste destinazioni, cadrà l’obbligo di quarantena a patto che al rientro, prima di imbarcarsi sul volo per l’Italia, si presenti il risultato negativo di un ulteriore COVID-test svolto 48 ore prima del viaggio e se ci si sottoponga, all’arrivo in aeroporto, a un nuovo e ultimo tampone.

È richiesta obbligatoriamente anche un’assicurazione sanitaria COVID per un eventuale rimpatrio “sicuro” e l’assistenza sul posto.

 

Dove si può viaggiare extra UE?

ATTENZIONE: quel che segue non è più in vigore dall’1 Marzo 2022 (per viaggiare oggi fai riferimento a quanto scritto sopra).

Sono ancora in vigore le norme introdotte con l’Ordinanza del 16 Aprile 2021 del Ministro della Salute:

  • dal 19 Aprile, obbligo di test molecolare o antigenico, condotto con tampone e risultato negativo, effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia per coloro che provengano da o abbiano soggiornato/transitato, nei quattordici (14) giorni precedenti, in uno o più Stati o territori ricompresi negli elenchi D e E
  • riduzione del periodo di isolamento fiduciario da dieci (10) a cinque (5) giorni per coloro che provengano da o abbiano soggiornato/transitato, nei quattordici (14) giorni precedenti, in uno o più Stati o territori ricompresi negli elenchi D
  • riduzione del periodo di isolamento fiduciario da quattordici (14) a dieci (10) giorni per coloro che provengano da o abbiano soggiornato/transitato, nei quattordici (14) giorni precedenti, in uno o più Stati o territori ricompresi negli elenchi E
  • obbligo di ulteriore test molecolare o antigenico condotto a mezzo di tampone, al termine dei cinque (5) giorni, per coloro che provengano da o abbiano soggiornato/transitato, nei quattordici (14) giorni precedenti, in uno o più Stati o territori ricompresi negli elenchi D
  • dal 31 Agosto, annullamento del periodo di isolamento fiduciario di cinque (5) giorni per coloro che provengano da o abbiano soggiornato/transitato, nei quattordici (14) giorni precedenti, in uno o più Stati o territori ricompresi negli elenchi D e presentino all’ingresso in Italia Green Pass, test COVID negativo svolto nelle 72 ore precedenti l’imbarco (48 ore se provenienti dal Regno Unito) e PLF compilato
  • obbligo di ulteriore test molecolare o antigenico condotto a mezzo di tampone, al termine dei dieci (10) giorni, per coloro che provengano da o abbiano soggiornato/transitato, nei quattordici (14) giorni precedenti, in uno o più Stati o territori ricompresi negli elenchi E
  • obbligo di compilazione di un modulo digitale di localizzazione del passeggero per tutti i viaggiatori provenienti da o con un soggiorno/transito in uno degli Stati o territori degli elenchi B, C, D, E. Tale formulario digitale sostituirà l’autodichiarazione cartacea ora in uso

Inoltre, lo riporto nuovamente, fino al 31 Gennaio 2022, tutti i viaggiatori anche i vaccinati dovranno presentare un test COVID-19 molecolare (tampone PCR) effettuato nelle 48 ore prima della partenza o un test antigenico (rapido) effettuato nelle 24 ore antecedenti al viaggio di rientro in Italia.

viaggiatori non vaccinati, anche italiani, di rientro da un qualsiasi paese (anche europeo), sono obbligati a sottoporsi ad un periodo di quarantena di 5 giorni.

Maggiori dettagli in merito si possono trovare consultando l’approfondimento dedicato sul sito Viaggiare Sicuri.

 

Vuoi sapere appena sarà possibile viaggiare al di fuori dell’Europa dall’Italia? Iscriviti al nostro Canale Telegram: riceverai una notifica appena sarà possibile viaggiare nuovamente Extra UE.

 

San Marino e Città del Vaticano sono i soli due Stati a rientrare nell’elenco A, possiamo perciò accedervi senza limitazioni.

I paesi dell’elenco B sono i cosiddetti stati a basso rischio epidemiologico, ma al momento nessuno Stato è in questo elenco.

La maggior parte degli stati europei rientra nell’elenco C: un viaggio verso queste destinazioni è consentito (quindi si può viaggiare anche per turismo, salvo limitazioni in essere su base regionale italiana), ma al rientro è richiesto l’obbligo di test molecolare o antigenico effettuato tramite tampone nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Italia e, ovviamente, con risultato negativo. In assenza di questo test (o in caso di risultato positivo) si verrà sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria di 14 giorni.

Rientrano in questo elenco C: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Come sopra indicato rientrano anche nell’elenco C da Giugno 2021 anche: Canada, Giappone e Stati Uniti (leggi sopra i dettagli).

Per il Regno Unito si applicano regole speciali: all’ingresso in Italia è richiesta comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell’ASL di appartenenza, la compilazione del modulo digitale di localizzazione del passeggero, tampone (test molecolare o antigenico) svolto nelle 48 ore antecedenti e, indipendentemente dall’esito, isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria di 5 giorni. Al termine ti tale periodo è obbligatorio effettuare un secondo test molecolare o antigenico.

Paesi nell’elenco D: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Bahrein, Canada, Cile, Colombia, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia, Israele, Kuwait, Nuova Zelanda, Perù, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori non appartenenti al continente europeo), Repubblica di Corea, Ruanda, Stati Uniti d’America, Taiwan, Regioni amministrative speciali di Hong Kong e di Macao, Uruguay: è richiesta mini-quarantena di 5 giorni (e al termine dell’isolamento test COVID-19) che però dal 31 Agosto si può evitare a patto che il viaggiatore presenti Green Pass, test COVID-19 negativo effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso (48 nel caso di ingresso da Regno Unito) e abbia compilato il PLF. In data 23 Ottobre 2021 sono stati rimossi da questo elenco Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Libano, Moldavia, Montenegro, Repubblica di Macedonia del Nord e Serbia (e sostati nell’elenco D.

Attenzione: la Thailandia esce dall’elenco D e torna a far parte dell’elenco E.

Attenzione, dal 15 Dicembre 2021: la Giordania esce dall’elenco D e torna a far parte dell’elenco E.

All’elenco E appartiene poi il resto del Mondo: non è possibile recarsi per turismo e gli unici viaggi consentiti sono solo in presenza di precise motivazioni. Obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria all’ingresso/rientro in Italia.

Si trovano nei vari gruppi Facebook indicazioni su come aggirare queste limitazioni per viaggiare extra Europa: per evitare la quarantena basterebbe uno scalo in uno dei Paesi europei con cui abbiamo riaperto le frontiere, a patto che questo Paese abbia già riaperto le sue frontiere esterne con la nostra destinazione finale. SBAGLIATO! Secondo le limitazioni attuali infatti l’Italia prevede anche con questo “passaggio intermedio” una quarantena di 14 giorni.

Va poi considerato che la maggior parte dei Paesi nel Mondo non hanno riaperto le proprie frontiere a chi proviene dall’Italia o ha visitato l’Italia negli ultimi 14 giorni.

Per riaprire bisogna essere in due. Prendiamo come esempio la Thailandia.

 

Dati i molti commenti in merito, segnalo come dal 7 Settembre vi sia un’apertura ai “ricongiungimenti internazionali“: le coppie che vivono in Stati differenti ora possono ricongiursi, dato che nel nuovo DPCM è riportato “è consentito l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva“.

Torna a consultare questa pagina, la aggiorneremo costantemente.

Se per quest’estate pensi che organizzare un viaggio anche solo in Europa sia troppo complicato o rischioso scrivimi a info@impiegatagiramondo.it e ti invierò un codice sconto da utilizzare con un’agenzia viaggi con la quale collaboro e che ha un occhio di riguardo per i lettori del mio piccolo blog 🙂

Marcello, staff Impiegata Giramondo 🙂

Zanzibar o Maldive?

Zanzibar o Maldive?

Meglio Zanzibar o le Maldive? Bella domanda! Ho avuto la fortuna di visitare queste destinazioni in viaggi fai da te e farlo in entrambi i casi a Capodanno (vedi Capodanno a Zanzibar in fai da te e Capodanno alle Maldive fai da te).

Lo dico subito: sono entrambi viaggi che possiamo definire low cost se organizzati in fai da te. Si, Zanzibar o le Maldive a Capodanno low cost, com’è possibile?

Innanzitutto chiariamo cosa intendo per low cost (lo specifico onde evitare qualche polemica come ho letto più volte quando si discute l’argomento): parliamo di mete oltre Oceano, raggiungibili con voli intercontinentali di diverse ore e quindi inevitabilmente costosi.

Marta, Impiegata Giramondo, in un mare cristallino
Zanzibar o Maldive: dove è stata scattata questa foto? 🙂

Possiamo però dire che prenotando con largo anticipo, giocando un poco coi giorni, accontentandosi di un volo con uno scalo e scegliendo una guest house (e ti assicuro che qui sul mio blog ne troverai consigliate di meravigliose) sia Zanzibar che le Maldive sono raggiungibili in questo periodo con una spesa di poco superiore ai 1.000 € tutto compreso per un soggiorno di 7/8 notti e lo posso dire con certezza perché l’ho fatto !

Niente 5 stelle o resort ovviamente, ma quello che in molti non sanno è che una guest house a Zanzibar come la Makofi o una guest house alle Maldive su di un’isola di pescatori sono alloggi con tutti i comfort da poche decine di € al giorno che ti permetteranno di raggiungere facilmente autentici paradisi.

Ma cosa scegliere quindi? Meglio Zanzibar o le Maldive?

 

Meglio Zanzibar o le Maldive: opinioni

Non c’è una risposta definitiva o che metta tutti d’accordo. Sui piatti della bilancia c’è quello che ognuno di noi cerca in un viaggio e in una vacanza.

Iniziamo col dire che entrambe queste destinazioni sono meravigliose isole bagnate dall’Oceano Indiano e che condividono un mare dalle mille sfumature di blu. Più volte a Zanzibar, durante una passeggiata in spiaggia o durante la bassa marea in certi punti dell’isola, ho avuto l’impressione di trovarmi alle Maldive proprio per i colori del mare.

Dove alloggiare a Zanzibar

 

Dove però a Zanzibar certi blu li incontrerai solo in certi momenti, trascorrere qualche giorno su di un’isola delle Maldive come Dhiffushi è come vivere un’escursione continua, dove in ogni angolo dell’isola non potrai che fermarti ad ammirare il mare a bocca aperta.

Anche Zanzibar poi è un’isola, ma di grandi dimensioni, e qui la sensazione di trovarsi in un’isola sperduta in mezzo al mare è molto meno accentuata che non alle Maldive.

Per quanto poi entrambi questi paesi siano mussulmani, mi sento tranquillamente di dire che sono due mete adatte a tutti e molto facili da organizzare in fai da te e per farlo trovi tutte le indicazioni qui sul mio blog (al più in caso di difficoltà scrivimi nei commenti, su Instagram o alla mia pagina Facebook). Per quanto riguarda una vacanza alle Maldive, permettimi però anche di consigliarti la lettura del mio approfondimento Maldive fai da te, dove parlo in maniera più approfondita delle differenze rispetto ad una vacanza in resort.

Isola di sabbia alle Maldive
Isola di sabbia alle Maldive, ma ti assicuro che l’isola di Nakupenda a Zanzibar è identica!

E le escursioni? Beh, come detto, trascorrere qualche giorno in una piccola isola alle Maldive è come vivere un’escursione continua, ma ovviamente anche qui potrai partecipare a meravigliose escursioni ovviamente in mare: una visita ad una lingua di sabbia, un tour in barca al tramonto alla ricerca dei delfini, la visita ad una vicina altra isola di pescatori.

Le escursioni a Zanzibar, ecco una sostanziale differenza, sono però più variegare: anche qui troverai la possibilità di trascorrere qualche ora su di una lingue di sabbia in mezzo al mare, ma anche la visita alle tartarughe giganti di Prison Island, o il tour delle spezie a Stone Town o una visita nell’entroterra o, addirittura, da Zanzibar potrai organizzare un Safari in Tanzania. Ecco, alle Maldive scordati escursioni di questo tipo.

 

Differenze tra Maldive e Zanzibar

Non vi sono altre differenze quindi? Assolutamente no.

Una differenza piuttosto antipatica l’abbiamo nel visto d’ingresso: il visto per Zanzibar è a pagamento (50 Dollari a persona), mentre alle Maldive potrai entrare senza

Zanzibar è Africa e l’Africa si sente. Non so come spiegarlo, devi viverla per capirlo. I colori, i sapori, gli odori: tutto è più vero ed accentuato. Durante i trasferimento sull’isola Zanzibar (è facile dove percorrere 1 ora e più d’auto dall’aeroporto alla tua destinazione) vedrai paesaggi e scene di vita zanzibarina quotidiana che ti rimarranno per sempre impressi nella mente. Ancora ricordo quel fiume di bambini tutti vestiti di bianco lungo le strade al mattino.

A confronto, i trasferimenti alle Maldive sono attraversate in barca, emozionanti per i tramonti o le albe o qualche delfino a fare capolino tra le onde, ma sicuramente diversi.

Maldive o Zanzibar
Maldive o Zanzibar? Qui è più facile: siamo a Zanzibar! 🙂

Certo, Zanzibar, non è l’Africa più selvaggia e autentica, ormai qui il turismo è arrivato da tempo (soprattutto noi italiani affolliamo l’isola nei mesi di Agosto e tra fine Dicembre e Gennaio – leggi anche quando andare a Zanzibar), ma sono sicura che non ne rimarrai indifferente se sarà la prima volta in questo continente.

Quale ho preferito tra le Maldive e Zanzibar? Sono entrambe mete alle quali farei ritorno. Consiglio le Maldive a chi è amante del mare e cerca un’esperienza che ricorda l’abbandono su di un’isola tropicale, sperduti nel mezzo dell’Oceano, come solo le Maldive sanno offrire. Consiglio Zanzibar a chi oltre al mare cerca qualcosa si più o magari per la prima volta vuole avvicinarsi al continente africano in un facile viaggio fai da te.

Ti rimando poi a due approfondimenti nel caso tu voglia avere maggiori informazioni sui costi:

📌 Quanto costa un viaggio a Zanzibar

📌 Costi viaggio Maldive: come risparmiare

 

Aggiungo infine due risposte a domande che mi sento spesso fare:

Zanzibar o Maldive in Agosto

Sia per un viaggio a Zanzibar che alle Maldive Agosto non è certo il periodo migliore. Siamo in entrambi i casi nel periodo delle piogge, anche se le piogge tropicali da queste parti potrebbero essere solo brevi temporali di qualche ora che lasceranno poi spazio a giornate soleggiate.

Come in ogni periodo dell’anno il fattore fortuna è determinante, ma quel che amo dire è che meglio prendere pioggia a Zanzibar piuttosto che a casa. 🙂 Certo, se hai modo di spostare il tuo viaggio in un altro periodo te lo consiglio, se la tua voglia di Zanzibar o di Maldive non può che essere soddisfatta in Agosto… beh, allora in bocca al lupo! 🙂

Viaggio di nozze alle Maldive o a Zanzibar

E per un viaggio di nozze? Anche qui, è una questione di gusti. Io credo che molto dipenda da ciò che ognuno di noi cerca in viaggio e da quel che ha vissuto in passato. Se sarà la tua prima volta in Africa, potresti abbinare Zanzibar come meta mare dopo un safari in Tanzania, mentre una decina di giorni di totale relax alle Maldive è un’altra esperienza che se potessi ri-vivrei all’istante. 🙂 Ripeto ancora: sta a te decidere, io spero di poterti aiutare nella scelta con le informazioni che troverai sul mio blog.

 

Ti ricordo che per qualsiasi dubbio o domanda puoi scrivermi qui sotto nei commenti, su Instagram oppure alla mia pagina Facebook.